Rafal Olbinski quadro occhio lacrima

Tra sogno e realtà con Rafal Olbinski

Oggi mi ispiro a uno dei meravigliosi quadri di Rafal Olbinski. Guardarlo mi ha fatto riflettere sulla particolare relazione tra sogno e realtà, due volti di una stessa faccia, la nostra.

 

Rafal Olbinski.

quadro rafal olbinski

 

Rafal Olbinski, classe 1943, è un pittore polacco trasferitosi sin dagli anni Ottanta in America. Famoso per la creazione di atmosfere sognanti e suggestive, è indubbiamente da annoverare tra i surrealisti del nostro tempo. Olbinski non realizza solo dipinti, ma anche illustrazioni e manifesti. Vi invito a vedere in particolare i poster realizzati per diverse opere liriche…per me anche quelli sono composizioni liriche.

In questo quadro la donna con i fiori gialli tra i capelli ha un occhio aperto con una lacrima e uno chiuso, lo sfondo combina insieme giorno e notte, un po’ come nel famoso quadro L’impero delle luci di René Magritte. Osservando questo dipinto associo il giorno a un occhio sveglio che vive una realtà dolorosa, come dimostra la lacrima, e associo la notte serena all’occhio chiuso e calmo.

A ben vedere, però, lo stesso dipinto suggerisce che sogno e realtà…coesistono! Una brutta realtà non è altro che un incubo, una bella realtà non è altro che un sogno (anche se spesso non ce ne accorgiamo). Un sogno se è piacevole produce benessere reale, un incubo spaventa come fosse vero. E poi esiste un’ulteriore ipotesi:

 

pessoa

 

In questo passo tratto dal Libro dell’inquietudine Fernando Pessoa, uno dei miei pensatori preferiti, descrive, come solo lui può, quello che capita a coloro che sentono appieno la vita da svegli e da dormienti: un bel sogno può essere così reale da far vivere gli aspetti negativi della realtà e perdere il suo valore consolatorio.

Io, tra sogno e realtà, mi sono ispirata al quadro di Rafal Olbinski indossando una maglia viola List, con scollo a barca come nel look alla Ernesto, e mettendo dei fiori gialli tra i capelli.

Ognuno di noi potrebbe raccontare i propri sogni, in qualche modo sempre esilaranti. Io mi astengo dal farlo perché concordo con quello che Kit dice al marito nel film Il tè nel deserto: “I sogni degli altri sono talmente noiosi”. E dunque vi parlo invece di un particolare momento della giornata, a mio parere uno dei più belli, perché è quello che unisce la veglia e il sonno. È la fase in cui vagoliamo con la mente pensando a qualcosa di bello un attimo prima di addormentarci. In fondo è come “scegliere il primo sogno”, è come indirizzarlo nel verso che piace a noi. Poi chissà come si evolverà…

Il problema è quando passan per la mente pensieri che vorresti anche scrivere (illudendoti che siano di un qualche interesse, come fossero indispensabili per il mondo). Che fare? Compiere l’impresa titanica di alzarsi e fissarli su carta o dormire beatamente con la quasi certezza di dimenticarli al risveglio? È indifferente, porsi questa domanda interrompe comunque il momento!

Vi auguro sogni d’oro da svegli e da dormienti.

Un saluto da Rossella.

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