Attento che cadi…nella rete

Oggi vi parlo dei pregi e difetti della “rete” nelle sue varie forme, dalle calze al web. Il mio amico Friedrich Nietzsche, dalle vedute piuttosto radicali, mi aiuterà in questo intricato discorso.

“Siamo donne, oltre le gambe c’è di più” diceva la canzone delle mitiche Jo Squillo e Sabrina Salerno. Sì, è vero, ma le gambe ci sono ed è bello metterle in mostra. Soprattutto quando si sceglie di indossare le calze che per antonomasia rappresentano la seduzione, le adorabili calze a rete. Ce n’è per tutti i gusti, a rete stretta, media o larga, con trame sempre più particolari e di mille colori. È necessario stare attente agli abbinamenti, però: il passaggio dalla sensualità alla volgarità è breve. Io indosso calze nere a rete larga Calzedonia abbinate con delle scarpe decolleté, una gonna nera, un cinturone in vita, una maglia Moschino, un giubbotto H&M e un cappello grigio.

 

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“Siamo donne, oltre le gambe c’è di più”, cantavano Jo e Sabrina, e così capita che oltre ad attrarre per le gambe e le calze a rete, le donne per fortuna siano amate al punto da volerle come compagne o addirittura come mogli. Cosa direbbe di questo il mio amico e filosofo Friedrich Nietzsche? Nel libro Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi il filosofo dedica diversi aforismi alla relazione uomo-donna. Ecco il numero 427 di Umano, troppo umano, volume I:

Felicità del matrimonio. – Tutto ciò che è abituale tesse intorno a noi una ragnatela che diventa sempre più solida: e presto ci accorgiamo che i fili sono diventati lacci, e che noi stessi vi stiamo in mezzo come il ragno che vi si è impigliato e deve nutrirsi del suo stesso sangue. Per questo lo spirito libero odia ogni regola e abitudine, tutto quel che ha durata ed è definitivo, per questo strappa sempre di nuovo, con dolore, la RETE che lo avvolge: benché in seguito a ciò, egli debba soffrire di molte grandi e piccole ferite. – Poiché quei fili deve strapparli via da sé, dal suo corpo, dalla sua anima. Egli deve imparare ad amare dove prima odiava, e viceversa. Anzi per lui non dev’essere impossibile neppure seminare denti di drago dove prima aveva versato le cornucopie della sua bontà. Da questo si può capire se egli sia fatto per la felicità coniugale.

Mi pare ovvio che Friedrich Nietzsche canterebbe e apprezzerebbe soprattutto il verso della canzone di Jo e Sabrina “attento che cadi, attento che cadi”. Attento che cadi nella rete, dunque. Il filosofo – in maniera drastica come è solito fare – usa la metafora della rete per definire la condizione di uno spirito libero impigliato nel matrimonio. Condivido l’idea che uno spirito indipendente non ami regole e abitudini, ma uno spirito libero così come definito da Nietzsche a me sembra intollerante e semplicemente destinato ad essere uno spirito solo (ma magari per qualcuno l’obiettivo è proprio quello!). In effetti Nietzsche lo ammette poco prima, nell’aforisma 426:

Vivranno gli spiriti liberi con le donne? In generale credo che essi, simili agli uccelli vaticinatori dell’antichità, come pensatori e predicatori di verità del presente, debbano preferire volar soli.

Ma si può esser spiriti liberi anche in compagnia, se la rete che ci circonda, matrimonio o meno, non è stretta e soffocante. Può essere una rete lenta, la rete del compromesso – quello positivo – tra due persone che si vengono incontro intrecciandosi. Se invece i rapporti diventano pesanti e asfissianti, finiscono per snaturarci e allora, beh, è vero che cadere nella rete potrebbe renderci molto infelici.

 

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Esiste poi un’altra rete ormai indispensabile nella vita di tutti noi: il web. È entusiasmante poter avere una vastità di informazioni a portata di clic. I pregi del world wide web sono tanti, perché questa rete consente di connetterci tra noi, di imparare nuove cose, di approfondirne altre e di essere aggiornati su ciò che avviene nel mondo. Ricordiamo, però, che le informazioni devono essere sempre verificate. È importante non cadere nella rete da ingenui, non cascare nelle bufale, non credere a tutto ciò che leggiamo e magari condividiamo. Non verificare la fonte significa leggere ad occhi chiusi, e a noi invece piace avere sempre gli occhi aperti, vero? E a proposito di occhi, occhio alle dipendenze. Non esageriamo con il web e sicuramente “il navigar sarà dolce in questo mare” di onde-informazioni.

 

Di qualunque tipo si tratti, sfruttiamola nel modo giusto: non facciamoci irretire dalla rete.

Un saluto da Rossella.

 

 

 

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